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copertina di Botanica Sistematica - Un Approccio Filogenetico - CD - Rom incluso

Botanica Sistematica - Un Approccio Filogenetico - CD - Rom incluso

di Judd - Campbell - Kellogg - Stevens - Donoghue  • 2007  • dettagli prodotto

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DESCRIZIONE

Presentazione della seconda edizione italiana Pubblicata negli Stati Uniti nel 1999, la prima edizione di questo volume è stata presentata nella versione italiana nel 2002, ma già nello stesso anno appariva la seconda edizione americana integrata dai numerosi dati che nel frattempo si erano aggiunti a quelli disponibili in precedenza. Il testo è stato ampliato e rimaneggiato pur mantenendo identica la ripartizione degli argomenti nei vari capitoli. Alcuni sistematici ritengono che un elemento importante nella realizazzione di una classificazione sia la diversità percepibile tra i gruppi; altri, invece, pensano che le classificazioni dovrebbero scaturire solamente dalla filogenesi. Gli autori di questo volume hanno abbracciato questa seconda impostazione. La scienza della sistematica vegetale, allora, è legata direttamente e principalmente allo studio dell’evoluzione che coinvolge sia l’indagine sui fossili che i cambiamenti genetici che possiamo osservare nelle popolazioni locali. Si presume che le somiglianze morfologiche, biochimiche e genetiche proprie di un gruppo di organismi abbiano avuto origine all’interno del gruppo stesso i cui membri sono strettamente imparentati in quanto condividono un comune antenato; in altre parole sono monofiletici. Su quest’assunto si basa la delimitazione dei taxa. Il principio è semplice e chiaro e non lascia spazio ai margini di soggettività che caratterizzavano l’impostazione morfologica. Alle somiglianze fenetiche ed anatomiche veniva attribuito il significato di vicinanza evolutiva o di relazioni filogenetiche, ma non vi era modo di decidere quali caratteri avvaloravano tali relazioni e quali no e si è dovuto riconoscere che per molti anni l’applicazione dei criteri per valutare le parentele e per dare un rango ai taxa non aveva solide basi. Accettando il principio che i taxa devono essere monofiletici, la difficoltà si sposta e consiste nel raccogliere prove sufficientemente convincenti per stabilire quando e se un gruppo di organismi è monofiletico. La presenza di caratteri derivati e condivisi dai membri del gruppo, detti sinapomorfi, indica comunanza di stirpe. I caratteri ancestrali già presenti nel comune antenato sono detti simplesiomorfi. In questo libro le parentele sono rappresentate come una sorta di genealogia dove gli organismi attuali monofiletici appaiono collegati tra loro tramite antenati estinti. Graficamente si rappresentano come un clado, cioé un ramo degli alberi filogenetici di cui questo libro è ricco. Quest’impostazione è abbastanza recente; ne consegue che molti gruppi, creati esclusivamente o quasi su base morfologica e tradizionalmente riconosciuti come unitari, si sono rivelati non monofiletici. Ciò apre la via a nuove impostazioni tassonomiche che minano la stabilità nomenclaturale. La necessità di lasciare immutati i nomi dei taxa per timore di confondere gli utenti, è sempre stata un’esigenza sentita dai sistematici anche quando tali nomi entravano in conflitto con il loro punto di vista sulle affinità accertate o presunte. In questo libro, ove indispensabile, sono state introdotte modifiche alle classificazioni così da riflettere meglio le parentele, ma è molto probabile che alcuni lettori avrebbero preferito meno cambiamenti. Un esempio noto è rappresentato dalle due categorie nelle quali sono tradizionalmente ripartite le Angiosperme: le monocotiledoni e le dicotiledoni. Le analisi cladistiche, basate su sequenze del DNA mitocondriale, plastidiale e nucleare, oltre che sulla morfologia, non avvalorano questa dicotomia. Dalla contradditorietà dei risultati però appare chiaro che vi sono in gioco più soluzioni potenzialmente diverse. Sono stati individuati alcuni gruppi enigmatici la cui collocazione è ancora incerta; altri cladi importanti sono invece ben motivati: in particolare il clado ristretto delle Magnoliide, quello delle Eudicotiledoni (indicate come Tricolpate nella 1° edizione) e quello ben fondato delle Monocotiledoni, comprendente le piante che la tradizione ha da molto tempo assegnato a questo gruppo. Le tecniche di laboratorio, divenute più agili, e l’uso generalizzato dei computers consentono di modificare le nostre idee sulle affinità tra i ranghi più elevati delle piante terrestri e di raccogliere abbastanza rapidamente quantità di nuovi dati macromolecolari e biochimici dai quali si deducono ipotesi filogenetiche a volte discordanti o persino opposte. Per quanto rapido sia il progresso filogenetico, molti interrogativi restano per il momento senza risposta. Naturalmente i risultati più attendibili scaturiscono dall’analisi di dati provenienti da più fonti: sequenze nucleotidiche, morfologia, ecologia, biologia dello sviluppo e dell’impollinazione, cariologia e reperti fossili. In qualche caso è stato possibile dare risposte convincenti ad alcuni vecchi interrogativi filogenetici. Ad esempio, le Psilotaceae non sono i sopravvissuti delle prime piante vascolari, ma fanno invece parte del clado a cui appartengono le felci. Sulla base delle informazioni raccolte il sistematico cerca di ricostruire la storia dei processi e degli eventi che hanno determinato la separazione di una popolazione in più gruppi distinti e nuovi. Ciò significa anche che le stirpi vegetali che popolano la terra attulmente vanno inquadrate in una prospettiva filogenetica più ampia che prende in considerazione la genesi delle piante terrestri e quei cambiamenti evolutivi che hanno consentito la diversificazione dei gruppi attuali. Per questo motivo, alla seconda edizione è stato aggiunto il capitolo 7 che tratteggia il panorama filogenetico dell’evoluzione dei vegetali a partire dalle origini. Tratta brevemente del rapporto tra alghe e piante terrestri, delle affinità filogenetiche tra le embriofite, delle conquiste evolutive, patrimonio delle piante vascolari, fino all’affermarsi delle spermatofite, vale a dire delle gimnosperme e delle angiosperme. Individuare le affinità filogenetiche, cioè accertare la comune ascendenza di un gruppo di piante, in altre parole conoscere la sistematica dei vari gruppi, serve anche ad indirizzare la ricerca di possibili piante di valore commerciale. Individuando una specie spontanea appartenente alla medesima stirpe di altre coltivate, è possibile, mediante ibridazioni, migliorare le caratteristiche di alcune importanti piante alimentari o scoprire proprietà officinali più promettenti rispetto a specie affini, conosciute e già utilizzate. La ricostruzione filogenetica delle stirpi vegetali, cioè dei rami degli alberi evolutivi, conduce, in ultima analisi, alla descrizione di tutte le specie che, in un cladogramma, si trovano all’apice dei rami (o cladi), perché il taxon specie è ciò che maggiormente interessa gli utenti (floristi, fitogeografi, ecologisti, agronomi, floricultori ma anche genetisti). Gli autori del volume ribadiscono che i nuovi campi d’indagine non devono mai far perdere di vista la centralità della morfologia, che non è più l’unica fonte d’informazione sistematica ma resta ancora la più pratica e l’unica a disposizione della maggor parte degli utenti. Anche quando l’indagine filogenetica sarà riuscita a ricostruire stirpi ben documentate, l’interrogativo su come hanno avuto origine le differenze morfologiche resterà attuale. Il glossario, aggiunto alla seconda edizione, definisce i termini specialistici usati nel testo che trovano riscontro in illustrazioni reperibili sul CD. I nomi scientifici e quelli volgari sono inseriti nell’indice tassonomico. Il CD, che completa il volume con elenchi di specie in ordine sistematico, è stato arricchito e presenta ora 2200 foto a colori di parti intere della pianta, fiori e frutti e sezioni degli stessi, contro le 650 contenute nella prima edizione. A queste immagini si accede mediante un elenco delle famiglie in ordine alfabetico e, all’interno di ogni famiglia, un elenco delle specie documentate, pure in ordine alfabetico. Ciò può essere utile per la comprensione della morfologia vegetale, materia assai vasta. Il riconoscimento pratico dei campioni vegetali è illustrato nella prima Appendice e le regole del Codice di Nomenclatura, che hanno lo scopo di creare un vocabolario nomenclaturale accessibile a tutti, sono contenute nella seconda. Il numero delle famiglie trattate dettagliatamente è stato incrementato da 129 a 142 per le angiosperme e da 16 a 18 per gimnosperme e felci. La scelta delle famiglie da trattare in maniera più approfondita si basa sul numero di generi e specie, sulla abbondanza-dominanza in natura (con particolare riguardo al Nord America), sull’importanza economica e sull’interesse filogenetico. Chiarezza d’esposizione e sintesi degli argomenti costituiscono un pregio di questo volume che offre un panorama della ricerca sistematica odierna e lo rendono adatto agli studenti che desiderano progredire in questa materia. La già abbondante bibliografia che accompagnava i capitoli della prima edizione è stata notevolmente incrementata. La storia della sistematica nei secoli, descritta nel Capitolo 3, conferma la vitalità e la vivacità di questa materia in continua evoluzione. Le indagini sulle macromolecole hanno generato altri dati che spalancano nuovi spazi interpretativi. Come documentato in ogni pagina di questo volume, analizzare una grande quantità di informazioni e proporre nuove interpretazioni classificatorie non è più il risultato di sforzi individuali ma è, e non può che essere, il frutto della collaborazione tra più persone e istituzioni.

DETTAGLI PRODOTTO  torna su

ISBN: 9788829918249

Titolo: Botanica Sistematica - Un Approccio Filogenetico - CD - Rom incluso

Autori:

Editore: Piccin

Volume: Unico

Edizione: 2007

Lingua: Italiano

Finitura: Copertina flessibile

Misure: 19x26 cm

Pagine: 656

Peso: 2 kg